Un nuovo approccio per Spada e Scudo

In un’intervista esclusiva alla pubblicazione britannica Metro, Junichi Masuda e Shigeru Ohmori parlano dei nuovi titoli Pokémon Spada e Pokémon Scudo che debutteranno a novembre per Nintendo Switch. I nuovi titoli saranno ispirati al Regno Unito, patria di origine di James Turner, art director dei due videogiochi.

Ohmori conferma che le leggende inglesi e gallesi sui giganti che popolano le isole britanniche hanno parzialmente ispirato il Dynamax, la nuova meccanica di gioco introdotta per sfruttare la risoluzione dell’ultima console portatile Nintendo, capace di mostrare enormi creature sullo schermo televisivo.

Masuda ha inoltre spiegato che Wooloo, il Pokémon Pecora mostrato in uno dei video promozionali realizzati prima dell’E3, e gli altri Pokémon presenti nella nuova avventura sono stati realizzati utilizzando un approccio differente rispetto al passato: invece di partire da un bozzetto grafico e sviluppando l’idea di una creatura partendo dal disegno, questa volta si è partiti da un’idea partorita da un game designer a cui è stato affiancato un artista.

Nonostante l’introduzione delle Terre Selvagge, una zona di Galar che ricorda i moderni open world tridimensionali, gli intervistati ci tengono ad evidenziare che le modifiche radicali al gameplay vengono attentamente vagliate dal team e spesso rimangono solamente idee che non vengono integrate nel gioco. Un esempio citato esplicitamente è l’introduzione del combattimento in tempo reale, un pensiero ricorrente nella mente degli sviluppatori, che è stato accantonato in favore del classico sistema a turni preferito dai fan della serie.

Masuda non si sbilancia eccessivamente, ma alcune delle idee scartate potrebbero comparire in futuri spin-off della serie Pokémon, tra cui un potenziale Pokémon Snap 2, che potrebbe vedere la luce, a detta del produttore, se il suo team produrrà uno spunto originale che lo differenzi dal titolo precedente.

 

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Let’s Go, Masuda!

Superato Halloween, incentrato nella promozione di Pokémon: Let’s Go, Pikachu! e Pokémon: Let’s Go, Eevee! anche tramite la pubblicazione di video a tema Lavandonia e l’aumento di Pokémon Spettro nell’applicazione Pokémon GO, il sito ufficiale inglese pubblica una lunga intervista a Junichi Masuda.

Masuda è tra i fondatori di Game Freak, ha diretto vari videogiochi della serie Pokémon, inclusi Pokémon X e Y e composto la colonna sonora di numerosi titoli, tra cui i giochi della  settima generazione Pokémon Sole e Luna.

Incalzato dall’intervistatore, ammette che i due nuovi titoli per Nintendo Switch sono stati la sua prima sfida per la console ibrida, resa maggiormente difficoltosa dal necessario collegamento con il gioco sviluppato da Niantic. Poiché questi due titoli probabilmente saranno la prima esperienza con i Pokémon per molti nuovi videogiocatori, inclusi quelli che non hanno mai utilizzato l’app per smartphone, Masuda ha deciso di ripartire da Pokémon Giallo per riproporre ai giovani appassionati le esperienze che hanno provato vent’anni fa gli appassionati della serie nel tentativo di catturare i 151 Pokémon originali.

Più avanti Masuda afferma che ha ricoperto il ruolo di direttore di Let’s Go principalmente poiché è tra i fautori dell’idea originale di Pokémon GO. È inoltre sua l’idea di introdurre nuovi Pokémon attraverso il gioco per dispositivi mobili. Anche per via dei suoi impegni, parte del lavoro sul remix musicale delle tracce di Pokémon Rosso e Blu è stato affidato a Shota Kageyama, già collaboratore di Game Freak.

Parlando della società, Masuda ritiene che lo sviluppo della serie sia adesso affidata a sviluppatori più giovani di lui ed è quindi convinto che in futuro non prenderà più parte come direttore in un gioco di ruolo appartenente alla serie principale.

Masuda sul futuro dei Pokémon

In un’intervista doppia con Ryozo Tsujimoto (Capcom, uno dei creatori di Monster Hunter), Junichi Masuda parla dei suoi vent’anni trascorsi all’interno di Game Freak e del futuro dei Pokémon.

Masuda ricorda i tempi in cui ad ogni intervista doveva spiegare cosa fosse un Pokémon. Fa inoltre notare come nei primissimi giochi della serie gli sviluppatori erano solamente nove, confrontandoli con le centinaia di persone coinvolte nella creazione di ORAS.

Oltre agli aggiornamenti dell’hardware, una delle sfide che si trova ad affrontare uno degli artefici della saga (e in particolare delle musiche dei videogiochi) è quello di confrontarsi con le nuove tecnologie, inclusi i social network (come Facebook e Twitter) che non esistevano ai tempi della creazione di Charizard, Pokémon molto popolare tra i fan storici (e nostalgici) della serie e che risulta comunque un personaggio fresco anche a chi gioca ai titoli per la prima volta (probabilmente anche per via dell’introduzione delle megaevoluzioni, non menzionate nel corso dell’intervista).

Con una punta di tristezza, Masuda menziona inoltre come all’inizio circolavano notizie che attribuivano il suicidio di un ragazzino ai protagonisti dei Pokémon. Tuttavia è speranzoso che nei prossimi decenni i videogiochi possano ancora stupire e rallegrare nuove generazioni di fan. Nonostante sia convinto che “Acchiappali tutti” sia uno slogan esagerato (anche se è tornato in auge nel 2013), Masuda ha alcune idee per produrre numerosi giochi, sebbene non voglia ancora svelare nulla a Matt Leone, redattore di Polygon.

Ishihara parla di Pokken Tournament

Sulla rivista Famitsu è stata pubblicata un’intervista a Tsunekazu Ishihara, presidente di The Pokémon Company, e ai creatori di Tekken e Soulcalibur, Katsuhiro Harada e Masaaki Hoshino. Tradotto da Siliconera, il dialogo è stato ripreso anche da Water Pokémon Master per il contenuto, ovviamente incentrato su Pokken Tournament.

Dalle parole degli sviluppatori arriva già una prima conferma, parzialmente annunciata nel breve trailer diffuso: saranno presenti le megaevoluzioni, tra cui quella di Lucario. Viene naturale chiedersi come verranno implementate e quali altre funzionalità proverranno direttamente dai classici videogiochi. Gli stessi autori evidenziano che saranno presenti elementi per bilanciare la presenza di Pokémon con megaevoluzioni con quelli che ne sono sprovvisti (nonostante al momento altri dieci Pokémon hanno beneficiato della novità con l’introduzione di ORAS).

Alla domanda sul numero di Pokémon presenti non si sbilanciano, se non con una battuta sul fatto che l’idea di includerli tutti è chiaramente impraticabile e dovranno limitare il numero di personaggi. Secondo gli autori lo sviluppo del gioco è ancora al 30% e solamente pochi Pokémon sono stati inseriti nel progetto, poiché uno dei limiti è quello di trovare mosse divertenti e facili da utilizzare.

Nonostante escludano apparizioni di personaggi di altre serie, non mancheranno le allusioni all’universo di Tekken, confermando implicitamente che il titolo si prefigge lo scopo di portare il mondo dei Pokémon nel cuore degli appassionati del picchiaduro, a cui strizza l’occhio. Una delle domande che si sono posti riguarda la relazione tra i Pokémon e il mondo reale, pensiero che stuzzica anche Junichi Masuda, come emerge da altre interviste.

Sebbene una prima demo del gioco potrebbe arrivare solamente nel 2015, il trio non fatica ad immaginare la presenza del titolo arcade ai Campionati Mondiali, puntando l’accento sulla grafica fluida del gioco, difficilmente paragonabile a quella degli altri titoli della serie.

Il Pokémon misterioso Diancie e due parole di Masuda

Le recenti informazioni relative al Pokémon Gemma Diancie, svelato da @smealum, confermano l’ipotesi, circolata in passato, di una correlazione tra il Pokémon leggendario e Carbink. Entrambe le creature potrebbero essere legate alla meridiana di Fluxopoli e quindi alle megaevoluzioni.

Sulle megaevoluzioni riporto quanto affermato di recente da Junichi Masuda nel numero di febbraio di Game Informer. Precedenti interviste sono state già analizzare in questo blog. Masuda insiste sulla mancata possibilità da parte delle megaevoluzioni di usare gli strumenti e non vede l’ora di assistere ai futuri tornei in cui si sfideranno giocatori molto abili in presenza di tale limitazione.

Probabilmente questi esperimenti aiuteranno la Game Freak a stabilire la direzione da intraprendere per la settima generazione dato che, come afferma Masuda, i titoli della sesta sono stati pianificati subito dopo il lancio di Nero e Bianco. Che abbiano già in mente Plus e Minus?

Oltre a ritornare sull’ambientazione francese di Pokémon X e Y, Masuda fornisce qualche dettaglio sulla creazione di determinati personaggi (come Elisio e AZ) e Pokémon. Ad esempio Klefki è stato ideato da Mana Ibe, già disegnatrice di alcuni Pokémon della quinta generazione tra cui Victini e Stunfisk. Piccola curiosità: lo starter preferito da Masuda è Fennekin.

Masuda smentisce inoltre la presenza di DLC, confermando che Banca Pokémon sarà l’unico contenuto a pagamento. Alla domanda relativa ai remake di Rubino e Zaffiro, non si sbilancia ma commenta che tutti i riferimenti alla regione di Hoenn servono solamente a creare un collegamento tra i titoli ambientati a Kalos ed il resto del mondo dei Pokémon.

Sugimori sulla settima generazione

Sono da poco usciti Pokémon X e Y e già si inizia a discutere della settima generazione. Secondo un’intervista pubblicata su We Love Pokémon, Ken Sugimori ha fatto alcune affermazioni relative ai prossimi titoli della lunghissima saga della Game Freak.

Uno dei problemi che sembra preoccupare Sugimori è l’elevata complessità della serie, in evidente contrasto con la semplicità degli elementi presenti in Pokémon Rosso e Blu. Non solo il numero dei Pokémon ha superato le 700 unità, ma anche gli attacchi, le abilità o gli strumenti sono aumentati ad un livello tale che viene difficoltoso ricordarsi ogni singolo dettaglio.

È inoltre importante evidenziare che non è possibile ridurre il numero di Pokémon o eliminare una mossa da una generazione all’altra. Sarà quindi necessario provvedere a riorganizzare meglio tutte le caratteristiche che hanno reso longeva la serie.

Ken Sugimori ha inoltre dichiarato che uno dei suoi Pokémon preferiti è Gengar, che di recente ha ottenuto una megaevoluzione.

Masuda su Pokémon X e Y

Nintendo Life ha recentemente intervistato Junichi Masuda. Questa è la seconda intervista al fondatore di Game Freak riportata su questo blog.

Nell’intervista Masuda ammette che il suo Pokémon iniziale preferito è Fennekin. Masuda svela finalmente il significato di Pokémon X e Y: le lettere X e Y indicano gli assi cartesiani e costituiscono una metafora per rappresentare i diversi modi di pensare. Il messaggio che i creatori di Pokémon vogliono trasmettere è quindi che, sebbene le due rette divergano in direzioni opposte, formano comunque un piano comune.

Altro tema del gioco sarà quello della bellezza. Come già scritto in passato la regione di Kalos è basata sulla Francia. Ad esempio il Pokémon Furfrou è un chiaro riferimento alla razza canina tipica del paese.

Nonostante i pochi rumor trapelati (alcuni dei quali confermati solamente dopo alcuni mesi), Masuda fa notare che oltre 200 sviluppatori hanno lavorato ai due titoli. Considerando anche la localizzazione ed altre funzionalità, le persone coinvolte sono più di 500. Chissà quanto dureranno i titoli di coda!

Nonostante la felicità nell’aver sviluppato Poké io&te in modo tale da condizionare il gameplay, Masuda si rammarica che in Pokémon X e Y mancherà una funzionalità da lui fortemente desiderata. Il suo sogno era quello di introdurre un congegno in grado di tradurre i versi dei Pokémon in modo tale che il giocatore potesse comprendere i pensieri del proprio Pokémon. Chissà se vedremo questa apparecchiatura nei videogiochi futuri.

Masuda torna a parlare dei limiti fisici relativi ai Pokémon. Nonostante siano frutto di immaginazione, durante la creazione di un Pokémon sorgono spontanee le domande “cosa mangia?”, “respira?” o “ha bisogno di una bocca?”. In base alle risposte vengono definiti alcuni aspetti relativi al Pokémon.

Due delle fatiche più grosse per Masuda sono state l’introduzione del tipo Folletto e delle Megaevoluzioni. Nel primo caso è stato necessario equilibrare il nuovo tipo, controllando ogni singolo Pokémon e dotandolo di mosse che non rendessero sbilanciato il gioco. Sono stati addirittura organizzati tornei fra gli sviluppatori per verificare che tutto filasse alla perfezione!

Le megaevoluzioni sono un modo per riscoprire Pokémon delle generazioni precedenti come Bulbasaur, Charmander o Squirtle, oltre a Mewtwo che ha due differenti forme, per incoraggiare lo scambio di Pokémon, uno dei pilastri della serie. Al contrario delle evoluzioni create nella quarta generazione (si pensi a Pokémon come MagnezoneRhyperior), le megaevoluzioni non sono permanenti e, nonostante l’esperienza temporanea, la presenza della Megapietra impedisce al Pokémon di utilizzare gli strumenti. Questo chiaramente influisce sulla strategia.

Masuda non ha voluto rispondere compiutamente alle domande di Nintendo Life relative allo screenshot ritraente MegaLucario e MegaBlaziken. Nessuna conferma su un eventuale gioco per Wii U in cui saranno presenti i Pokémon della sesta generazione.