Masuda sul futuro dei Pokémon

In un’intervista doppia con Ryozo Tsujimoto (Capcom, uno dei creatori di Monster Hunter), Junichi Masuda parla dei suoi vent’anni trascorsi all’interno di Game Freak e del futuro dei Pokémon.

Masuda ricorda i tempi in cui ad ogni intervista doveva spiegare cosa fosse un Pokémon. Fa inoltre notare come nei primissimi giochi della serie gli sviluppatori erano solamente nove, confrontandoli con le centinaia di persone coinvolte nella creazione di ORAS.

Oltre agli aggiornamenti dell’hardware, una delle sfide che si trova ad affrontare uno degli artefici della saga (e in particolare delle musiche dei videogiochi) è quello di confrontarsi con le nuove tecnologie, inclusi i social network (come Facebook e Twitter) che non esistevano ai tempi della creazione di Charizard, Pokémon molto popolare tra i fan storici (e nostalgici) della serie e che risulta comunque un personaggio fresco anche a chi gioca ai titoli per la prima volta (probabilmente anche per via dell’introduzione delle megaevoluzioni, non menzionate nel corso dell’intervista).

Con una punta di tristezza, Masuda menziona inoltre come all’inizio circolavano notizie che attribuivano il suicidio di un ragazzino ai protagonisti dei Pokémon. Tuttavia è speranzoso che nei prossimi decenni i videogiochi possano ancora stupire e rallegrare nuove generazioni di fan. Nonostante sia convinto che “Acchiappali tutti” sia uno slogan esagerato (anche se è tornato in auge nel 2013), Masuda ha alcune idee per produrre numerosi giochi, sebbene non voglia ancora svelare nulla a Matt Leone, redattore di Polygon.

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