Dentro una Poké Ball

(basato su Science and Pokémon: A Good Catch di Harry Kim)

Le Poké Ball (o Sfere Poké) sono sicuramente uno degli strumenti più utilizzati dagli allenatori. Oltre ad essere il simbolo della serie, costituiscono uno dei più grandi misteri del mondo dei Pokémon.

Prima della creazione delle Poké Ball, i Pokémon venivano custoditi in antichi artefatti dalle forme più bizzarre come urne, pennarelli o altri strani congegni, tra cui il bastone di Sir Aaron, che ospita Lucario nel film Lucario e il mistero di Mew. Spiritomb è stato invece sigillato nella misteriosa Roccianima da un altro Guardiano dell’Aura.

Le prime Poké Ball sono state probabilmente create a partire dalle Ghicocche che crescono nella regione di Johto. In Pokémon 4Ever il giovane Sammy fa uscire il suo Charmeleon da un dispositivo che sembra corrispondere alla descrizione delle prime Sfere Poké fornita da Franz. Aziende come la Silph e la Devon hanno sviluppato e perfezionato le Poké Ball fino a permetterne la distribuzione su larga scala. La creazione dei Bolli ha permesso di personalizzare la vasta gamma di sfere disponibili sul mercato.

Nonostante sia stato ampiamente mostrato il funzionamento delle Poké Ball nel corso della serie animata, non sono mai stati forniti dettagli sul meccanismo alla base dell’immagazzinamento del Pokémon. È lecito pensare che avvenga un processo analogo alla trasformazione della massa in energia. La ben nota formula E = mc2 dovuta ad Albert Einstein ci ricorda che l’energia prodotta è eguale al prodotto della massa per il quadrato della velocità della luce. Per avere una stima, l’energia generata dalla conversione di uno Rhydon (la cui massa è 120 kilogrammi) corrisponde approssimativamente all’energia irraggiata dal Sole che colpisce la Terra nell’arco di un secondo.

Se analizziamo il problema dal punto di vista informatico, una Poké Ball deve memorizzare le caratteristiche di ogni singolo Pokémon. Se consideriamo che una persona di 70 kg possiede circa 7 × 1027 atomi (il numero è 7 seguito da 27 zeri), è presumibile che per un Bisharp sia composto da altrettante particelle elementari. Grazie agli studi di Jacob Bekenstein è possibile calcolare che i bit necessari a memorizzare un adulto sono 2 × 1045. Poiché un terabyte corrisponde a 8 × 1012 bit, per memorizzare il Pokémon Fildilama sono quindi richiesti oltre 2 × 1032 terabyte.

Ignorando il fatto che il backup di un Pokémon può essere un problema complesso, nel calcolo precedente è stato omesso l’eventuale rischio di perdita d’informazione. Così come una mutazione genetica nel DNA umano può avere un enorme impatto nel fenotipo, così nel mondo dei Pokémon la variazione di un bit può portare a cambiamenti nell’aspetti della creatura o addirittura alla sua morte. La Poké Ball non solo deve funzionare correttamente, ma deve essere resistente agli impatti, in modo da non compromettere le funzioni vitali del suo abitante. Inoltre per effettuare correttamente il rilascio del Pokémon, la Poké Ball necessita di energia. È quindi probabile che abbia una batteria interna che viene caricata presso i Pokémon Center. Probabilmente è previsto un sistema di sicurezza per impedire che il Pokémon rimanga bloccato all’interno di una Poké Ball scarica.

Nonostante tale tecnologia sia così sofisticata ed evoluta, viene venduta senza problemi ad un prezzo relativamente basso a qualunque ragazzo abbia compiuto dieci anni. Ed è la stranezza minore, considerando che a quella giovane età, gli orfani vengano spediti a spasso per una regione sconosciuta, abitata da Pokémon aggressivi come Nidorino e Haunter, con il solo scopo di compilare un’enciclopedia.

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3 thoughts on “Dentro una Poké Ball

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